Le dipendenze patologiche



Le dipendenze patologiche: che cosa sono e come riconoscerle.

La parola al Dottor Manuel Belmondo, psicologo psicoterapeuta e sessuologo 

Concedersi una piccola trasgressione alle regole, soprattutto quando si è giovani, è considerata la normalità. Ma bisogna fare molta attenzione affinché non diventino un’abitudine che con il tempo può sfociare in un serio problema fisico e cognitivo. In questo caso, si parla di dipendenza patologica ed è una questione che interessa molte più persone di quanto non si possa credere. Le più comuni sono quelle legate all’uso di sostanze stupefacenti e al gioco d’azzardo, molto diffuse anche tra gli adulti, ma non bisogna sottovalutare anche quelle cosiddette “nuove”, che stanno prendendo piede ultimamente e che sono legate all’innovazione tecnologica. 

Che cosa sono le dipendenze patologiche?

Per dipendenza si intende l’alterazione di un comportamento che diviene man mano una abitudine patologica, sulla quale il soggetto perde ogni possibilità di controllo. Si tratta di una condizione psicologica e talvolta fisica data dall’interazione tra l’uomo e una sostanza. Si parla di dipendenza sia quando l’interazione avviene con una sostanza legale (caffè, alcool, cibo, tabacco), sia illegale (stupefacenti). Oppure l’interazione può avvenire anche con un comportamento socialmente accettabile: navigare su internet, guardare la tv, giocare ai videogiochi, fare attività fisica. 

In ogni caso, però, tutte le dipendenze patologiche presentano delle caratteristiche comuni, che possono aiutare ad identificarle. Tra queste, vi sono l’incapacità della persona dipendente di portare a termine i propri compiti, il ritiro dalla vita famigliare e sociale per poter soddisfare la propria esigenza e la non ammissione del problema.

Quali sono le caratteristiche della dipendenza patologica?

Innazitutto compulsività, quella sensazione dell’impossibilità di resistere all’impulso di agire il comportamento. Vi è poi la tensione, seguono piacere e sollievo quando si sta agendo, la percezione di perdita di controllo e il bisogno di aumentare la quantità della sostanza o del comportamento. 

Esempi di dipendenze comportamentali:

  • Gioco d’azzardo (ludopatia): giocare somme di denaro importanti spesso indebitandosi con amici e parenti. 
  • Dipendenza da shopping: consiste nel fare acquisti in modo sfrenato, spesso acquistando articoli non necessari o utili.
  • Dipendenza da lavoro: tendenza a sacrificare la vita privata e sociale al fine si svolgere l’attività lavorativa, spesso per un fine non strettamente economico. 

La dipendenza tecnologica.

L’era digitale ha aperto nuove frontiere anche per quel che riguarda l’universo delle dipendenze, che non sono più solo rivolte a sostanze chimiche, come alcol e droga. Pertanto, si parla di Internet Addicition Disorder quando l’oggetto della dipendenza è un’attività lecita o socialmente accettata, come condividere elementi sui propri social network e navigare sul web, che diventa una vera e propria ossessione. Ciò implica, prima di tutto il ritiro sociale che deriva dall’uso distorto della Rete. In questo modo il soggetto dipendente tende a vivere in un mondo parallelo e virtuale, che porta necessariamente ad una chiusura verso quello esterno e reale e in cui non c’è limite alla propria fantasia, superando di fatto un disagio materiale. Ma la dipendenza dal pc può avere anche conseguenze fisiche da non sottovalutare, come disturbi del sonno, mal di schiena, mal di testa e  irregolarità nell’alimentazione.

L’intervista:

Qui potete riascoltare l’intervento completo del Dottor Manuel Belmondo.