La storia di Stefano Berardino, l’artista dei motori



Il profumo dei tubetti di colore, la superficie della tela sotto i polpastrelli, i movimenti del polso che asseconda la spatola… sono questi i primi ricordi di Stefano Berardino, l’artista dei motori.

Quella di Stefano è la storia di un bambino che sognava di dipingere automobili: nato nel 1992, il suo parco divertimenti è stato sin da subito lo studio di suo padre Nicola, gallerista e pittore paesaggista molto apprezzato nel panorama nazionale. I giochi preferiti con cui Stefano passava le giornate: tubetti di colore, spatole e automobiline.

L’arte e i motori, le due passioni che animavano il bambino di allora, sono diventate il cuore della professione dell’artista di oggi, capace di portare su tela non solo “bei ritratti di automobile” ma accattivanti e fedeli riproduzioni delle quattro ruote di ieri e di oggi: da quelle storiche dal sapore ormai vintage a quelle nuovissime e tecnologiche, fresche di concessionaria.

Lo abbiamo intervistato questo pomeriggio sulle frequenze di Radio Dora.
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