Alla scoperta dell’Ecomuseo Colombano Romean: ai microfoni della Sveglia Nadia Faure, Responsabile della comunicazione e fruizione delle Aree Protette Alpi Cozie.



La Sveglia di Chiara stamattina ha scoperto l’Ecomuseo Colombano Romean: a raccontarci la sua origine e la sua storia è stata Nadia Faure, Responsabile della comunicazione e fruizione delle Aree Protette Alpi Cozie.

L’Ecomuseo è un museo dedicato all’ambiente globale. Non è un museo nel senso convenzionale del termine; oggetti del museo sono gli oggetti in uso nella vita quotidiana ma anche il paesaggio, l’architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione.
L’Ecomuseo “Colombano Romean”, realizzato e gestito dal Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand, oggi gestito dall’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, si snoda lungo un itinerario ad anello tra il paese di Salbertrand e il Parco del Gran Bosco, dove antichi edifici, manufatti ed attrezzi in uso nella vita quotidiana raccontano secoli di storia e di sfruttamento delle risorse del territorio e costituiscono punti dimostrativi di attività produttive effettuate con tecniche tradizionali.

Come simbolo dell’Ecomuseo, per rappresentare i valori che custodisce, è stato scelto l’anè, o manavella. E’ uno degli utensili più semplici e funzionali che la cultura montanara e contadina in genere abbia mai saputo produrre affinandone le forme con l’uso e l’esperienza quotidiana. Serve per legare qualsiasi cosa: le balle di fieno o di paglia, le fascine, i pesi sulla soma del mulo, ecc.
Sulle manavelle normalmente si stampigliavano a fuoco o si incidevano le iniziali del proprietario: su quella dell’ Ecomuseo è incisa la croce catara, simbolo dell’appartenenza ad un’area di cultura e di lingua Occitana.
Un’immagine ed un logo dal forte potere evocativo, per legare un presente tecnologico e frenetico ad un passato ricco di sperimentazioni ingegnose e profondo rispetto per la montagna.

L’Ecomuseo di Salbertrand è dedicato a Colombano Romean, minatore e cavatore delle Ramats, immagine simbolo del duro ed ingrato lavoro in montagna.
Per otto lunghi anni, a partire dal 1526, egli scavò un’opera che tutt’oggi ha dell’incredibile: il Pertus, una galleria a 2000 metri di quota lunga cinquecento metri con una sezione di circa un metro e ottanta per un metro, per portare le acque del Rio Touilles a vivificare un intero versante sopra Chiomonte e Cels.

Inoltre domani, sabato 22 agosto, è in programma un evento molto interessante:

L’ecomuseo è visitabile nell’ambito delle visite guidate inserite ogni anno nel calendario delle manifestazioni dell’Ente Parco, in occasione delle visite teatralizzate organizzate in collaborazione con l’Associazione Culturale ArTeMuDa oppure su prenotazione.

Per info:

0122854720 

www.parchialpicozie.it

ecomuseo.salbertrand@ruparpiemonte.it

Potete riascoltare la nostra intervista qui: